La fondazione del Liceo Classico “Mario Cutelli” è legata a una vicenda molto singolare che, nella Catania di fine secolo, vide coinvolti notabili, socialisti, clericali, liberali e massoni.  Tutto ebbe inizio nel 1895, quando in città si sparse la notizia che i Gesuiti avrebbero insegnato al Collegio dei nobili: i governativi, liberali e anticlericali per vocazione, scesero in piazza per rivendicare, sostenuti dalla massoneria, la laicità della scuola, mentre gli antigovernativi, socialisti e cattolici, tuonavano in nome della libertà dell’istruzione.

Dopo una lunga controversia che fu “grave e delicata” arrivò la salomonica soluzione del governo centrale:  “Roma 9 maggio 1898.  Se il parlamento approverà la proposta di variazione di bilancio presentata dal ministero, per il prossimo anno scolastico, l’istituzione di un secondo liceo ginnasio a Catania sarà un fatto compiuto e ad essa potrà tenere dietro la nazionalizzazione del Collegio Cutelli. Ma per venire a ciò saranno necessari studi e riforme nell’ordinamento del Convitto, per le quali non può dirsi che saranno necessari i pochi mesi che separano dalla riapertura delle scuole p. mro. Chiarini”(1)

Nacque una scuola senza una sede propria e, tuttavia, tanto prestigiosa da catalizzare immediatamente la richiesta di ammissione di moltissimi giovani della città e della provincia. Così, proprio nei primi anni della vita del “Cutelli”, si trova la chiave interpretativa della sua storia: l’ indissolubile intreccio tra offerta formativa di alto profilo, impetuosa crescita del numero degli iscritti e mancanza di una sede adeguata.

Questa interpretazione è confermata dall’ elenco incredibilmente lungo delle sedi, nelle quali, superando difficoltà e disagi gravissimi (doppi o addirittura tripli turni, ore di 45 minuti, ristrettezza o scarsa illuminazione delle aule..), docenti e discenti del Cutelli hanno operato. “Il Liceo più prestigioso della città”(2) si è spostato dal Convitto Nazionale, in via Vittorio Emanuele, a Palazzo Gravina, al Seminario Vescovile e a Palazzo Porto in via Maddem, dall’Istituto Maria Ausiliatrice all’ Istituto Tecnico Archimede e al II° Istituto Magistrale e, inoltre, dalle aule dislocate in piazza Teatro Massimo a quelle di via Giuffrida, di via Coppola, di via Libertà, fino alle aule della scuola elementare Mario Rapisardi in Viale Vittorio Veneto.

A partire dalla sessione di giugno degli esami di maturità del 1952, il Cutelli potè trasferirsi negli attuali locali di via Firenze; tuttavia, nemmeno nella sua sede definitiva riuscì a sfuggire alla sua storia. Ben presto i nuovi locali risultarono inadeguati al numero degli alunni, tanto che, dopo una serie di adattamenti e una grande ristrutturazione, la scuola ha avuto aule presso le scuole medie “Guglielmino” e “Sammartino Pardo” e, dal 2005, presso l’istituto tecnico “Eredia”.

Attualmente l’Istituto usufruisce di locali situati in via Firenze 202 (sede centrale).

Tuttavia, nonostante le difficoltà, i docenti e gli alunni del Cutelli hanno saputo fare della propria scuola il luogo di una formazione umana e culturale seria e profonda a dimostrazione che non nelle cose, ma nelle persone risiede il valore di ogni progetto educativo.

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